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PERCHE’ UNA MASTOPLASTICA ?

In tutte le culture del mondo, il seno è da sempre considerato come la più profonda e pura espressione di femminilità, l’essenza stessa della donna: rappresenta l’elemento estetico cardinale, simbolo dell’entità psicologica, sessuale e della seduzione. Ogni donna pone una particolare attenzione a questo suo attributo e connotato di identità.
Questa convinzione è rafforzata dalla cultura e dalla moda della società occidentale che impone un seno gradevole di aspetto quale elemento base per l’attrazione femminile. Un seno pieno e sodo si associa all'idea di giovinezza e salute.
Oggi, dopo anni di ricerche e di test di sicurezza su milioni di donne, c'è l'assoluta certezza dell'innocuità e della qualità del risultato estetico delle protesi in gel di silicone. Le moderne tecniche consentono di praticare la chirurgia della mammella in tutta sicurezza. Gli studi più recenti consentono di stabilire che non vi è aumentato rischio di cancro alla mammella né di sindromi autoimmuni.
Dal punto di vista estetico, i nuovi profili degli impianti garantiscono un risultato naturale per forma e consistenza, rendendo insospettabile la presenza di una protesi. Le cicatrici dell'intervento sono pressoché invisibili.
Funzionalmente, l'intervento non altera l'integrità della ghiandola, e quindi le possibilità di allattamento, in caso di gravidanza.


CHE COS’E’ LA MASTOPLASTICA ADDITIVA

La mastoplastica additiva è l’intervento che produce un aumento del volume e della consistenza delle mammelle mediante l’introduzione di protesi. E’ una procedura concettualmente semplice, ma le cui numerose sfumature tecniche richiedono un’attenta valutazione di ogni singolo caso.
La priorità è rivolta alla realizzazione di un seno "naturale": ogni donna ha caratteristiche fisiche e tissutali diverse, così come differenti sono le aspettative di ciascuna. La scelta delle protesi, come la tecnica chirurgica, vanno valutate quindi attentamente, perché un seno studiato e realizzato "su misura" è, senza dubbio, un seno più bello e dall'aspetto naturale.

 

COME E’ FATTA LA MAMMELLA
La mammella femminile è composta dalla ghiandola mammaria e da una componente variabile di tessuto adiposo. La ghiandola poggia sul piano del muscolo grande pettorale, separata da una sottile fascia. In questo spazio virtuale si inserisce la protesi secondo la tecnica sottoghiandolare.  Se viene scelta quella sotto muscolare la protesi occuperà lo spazio sotto il muscolo grande pettorale.
Anatomia della mammella
CANDIDATE ALL’INTERVENTO
Viene tipicamente eseguita su donne con mammelle piccole, diminuite di volume in seguito a dimagrimenti, gravidanze e allattamenti, o per correggere un’asimmetria mammaria.
E’ possibile effettuare questo intervento solo dopo che è stato raggiunto il completo sviluppo della ghiandola mammaria, e comunque non prima dei 18 anni.
Occorrono inoltre – da parte della paziente – stabilità emotiva e la necessaria maturità psicologica per affrontare un cambiamento così importante del proprio corpo. E’ indispensabile inoltre avere aspettative realistiche riguardo il volume ed il profilo del seno.


LA  VISITA

La visita è il momento più importante e delicato di questo tipo di intervento: la paziente deve cercare di trasmettere il proprio desiderio al chirurgo, e il chirurgo interpretare ciò che la paziente desidera, traducendo questo nelle diverse opzioni tecniche possibili.
Le 2 scelte più importanti sono: il tipo di  protesi mammaria e la tecnica più consona a quella singola paziente.
Il chirurgo esperto valuterà e misurerà rigorosamente tutte le misure del seno da operare e del torace, per indirizzare la scelta della protesi verso quella più compatibile con i dati della paziente.
Andrà valutata poi la tonicità della pelle, l’entità di un’eventuale discesa del tessuto ghiandolare, e il grado di asimmetria tra le due mammelle.
Ancora nella visita il chirurgo analizzerà le condizioni generali della paziente e la compatibilità del fisico sia dal punto di vista chirurgico che anestesiologico.
La paziente verrà informata dettagliatamente sull’intervento e le verranno prescritti gli esami pre-operatori.
Per trasmettere il più possibile alla donna l’immagine di quello che sarà il risultato finale, si provvede a prove “simulate” di campioni delle varie soluzioni protesiche.


LE  PROTESI

Il ricorso ad un tipo di protesi piuttosto che ad un’altra è legato al tipo di seno e di tessuti di partenza, oltre alle aspettative di cambiamento che si vogliono vedere con questo intervento.
Oggi disponiamo di molti modelli di protesi, di diversa marca, qualità, costo, e soprattutto delle più varie misure e  forme.
La protesi è costituita da una capsula esterna che contiene il liquido o gel di riempimento. Il contenuto può essere liquido (silicone liquido o soluzione fisiologica) o in gel di silicone. Possiamo scegliere tra diversi gradi di consistenze a seconda della coesività del gel.



Vi è poi da scegliere tra il profilo anatomico, più naturale, e quello rotondo.


Altra caratteristica è il profilo: le protesi “low profile” sono più piatte, mentre quelle “high profile” sviluppano rotondità verso l’alto, e sono particolarmente indicate nel caso di un insufficiente sviluppo della ghiandola mammaria.
Oggi usiamo quasi esclusivamente protesi di IIIa generazione a superficie “testurizzata” (cioè finemente rugosa), involucro spesso e contenuto in gel coesivo. Queste protesi riducono al minimo il rischio di contrattura capsulare  ed eliminano il rischio della diffusione (si evita cioè che microgocce di materiale passino all’esterno della capsula).
Questi impianti mammari di ultima generazione consentono oltretutto un’ottimale resa estetica e sembrano naturali anche al tatto.

 

PROCEDURA E TECNICA CHIRURGICA
L'ingrandimento del seno deve essere proporzionato alla silhouette ed a ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Come è intuibile, non esiste un posizionamento perfetto ed indicato per tutte le donne; un chirurgo esperto è in grado di adattare la tecnica alle specifiche necessità del caso.
L’intervento chirurgico consiste nell’inserimento di una protesi mammaria sopra o sotto il muscolo pettorale.
Quando le protesi vengono impiantate in posizione sottoghiandolare, il chirurgo separa la ghiandola dal piano muscolare, creando lo spazio dove alloggerà la protesi. Esiste una variante cosiddetta sottofasciale: la tasca per la protesi viene allestita tra il muscolo pettorale e la fascia che lo ricopre.
Viceversa, quando le protesi vengono impiantate in posizione sottomuscolare, il chirurgo effettua la dissezione al di sotto del muscolo, creando una tasca per l' impianto che si troverà quindi posto più profondamente rispetto al caso precedente.
Per coniugare i vantaggi della tecnica retroghiandolare con quelli della retromuscolare, oggi i chirurghi più esperti ed aggiornati tendono a prediligere una tecnica intermedia, la cosiddetta dual plane, procedura già considerata soluzione d’avanguardia negli USA e nel Nord Europa.  Intervento poco più complesso, consiste nell'allestire una tasca sottomuscolare realizzando anche la dissezione nel piano tra il muscolo e la ghiandola. Questo consente di posizionare la protesi in parte in posizione sottoghiandolare (nella parte inferiore della mammella) ed in parte in posizione sottomuscolare (porzione superiore della mammella, dove la cute è più sottile ed il rischio di palpabilità della protesi più alto).
Il decolletè risulta con questa tecnica estremamente naturale (evitando l’effetto “scalino” o di “seno finto”), la parte inferiore del seno rimane soda e più arrotondata, valorizzando la naturale forma a goccia della mammella, con un effetto di sollevamento del seno un po’ sceso.

 

 

La protesi può essere inserita  attraverso un’incisione praticata nel solco sottomammario, a livello periareolare inferiore o nell’ascella.

 

Una piccola sutura chiuderà l’incisione cutanea. Oggi la tecnica più innovativa è la cosiddetta “invisibile scar”(= a cicatrice invisibile), che garantisce un’unica cicatrice periareolare (quasi invisibile grazie al ridotto spessore cutaneo e al cambiamento di colore tra pelle ed areola) o nascosta lungo il solco sottomammario, in particolare se un po’pronunciato.

Se necessario – in rari casi - vengono posizionati due piccoli drenaggi che vengono rimossi dopo 24 ore. Sarà eseguita una medicazione compressiva e applicato un reggiseno particolare.

 

 

FASE POST-OPERATORIA
La medicazione viene rimossa dopo 7 giorni e le suture dopo 10 giorni circa.
Un lieve gonfiore e piccoli ematomi sono da considerarsi normali per 1-2 settimane, come pure un certo dolore al petto evocato dai movimenti delle braccia. A due/tre settimane dall’intervento è consigliabile eseguire un programma di massaggi per rendere il seno più morbido.
Andrà indossato un reggiseno contenitivo per 1 mese.
Dovrà trascorrere un mese perché scompaiano completamente lividi e gonfiore.


COSA ASPETTARSI DOPO L’INTERVENTO

Inizialmente la mammella apparirà leggermente più alta del normale. Questo in particolare quando l’impianto è sistemato al di sotto del muscolo pettorale. Nel giro di 3-6 settimane l’impianto scenderà in una posizione più naturale.


COMPLICANZE

Serie complicanze derivanti da un intervento di mastoplastica additiva sono rare. Oltre alle potenziali complicanze generiche di ogni atto chirurgico, vi sono  contrattura capsulare; intolleranza alla protesi; dislocamento delle protesi; alterazione delle protesi (deterioramento, rottura); irregolarità cutanee (wrinkles); alterazioni della cicatrizzazione.  Nel caso di intervento secondario, tecnicamente più complesso, l’incidenza di tali complicanze è maggiore.
La letteratura scientifica internazionale conferma che l’intervento di  mastoplastica additiva, mediante protesi, non ha alcuna influenza nel determinasi del cancro della mammella.
Un’eventuale successiva gravidanza non modificherà, se non in maniera fisiologica, la forma del seno, e non vi è alcuna preclusione all’allattamento.
La presenza della protesi non altera eventuali esami  radiografici

 

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA E I NOSTRI CONSIGLI
Se avete deciso di affrontare un intervento di mastoplastica additiva, noi consigliamo:

  1. scegliete un chirurgo specialista che vi dia ampie spiegazioni sull’intervento, su vantaggi e svantaggi di ogni passo, che prenda attente misure del vostro seno, che vi consigli al meglio della sua esperienza ma che ascolti attentamente i vostri desideri e condivida la scelta finale con voi
  2. chiedete di incontrare il chirurgo più di una volta prima dell’intervento, per poter “digerire” le sue proposte e aver modo di guardarsi con calma allo specchio con addosso le protesi di prova sotto il vostro vestito
  3. ricercate un intervento “su misura”: lo stesso tipo di impianto inserito in soggetti diversi non produrrà mai lo stesso risultato
  4. Scegliete una protesi testurizzata con gel coesivo di ultima (terza) generazione
  5. Scegliete la forma anatomica se il posizionamento è sottoghiandolare
  6. Se ci sono le condizioni, richiedete la tecnica “DUAL PLANE” con “INVISIBLE SCAR”: è quanto di meglio il progresso ci offra…perché rinunciare?
  7. Scegliete l’incisione peri-areolare o sotto-mammaria. Quella ascellare secondo noi presenta più svantaggi che benefici
  8. Se vi spaventa l’anestesia generale, richiedete la sedazione profonda con anestesia locale: il chirurgo perderà un po’ più tempo, ma non sarete intubate, vi sveglierete meglio e più velocemente, e il dolore post operatorio sarà ridotto
  9. Non chiedete al chirurgo un volume di seno spropositato: più grande la dimensione della protesi e più sottili i tessuti, meno naturale sarà il risultato estetico che si può ottenere dall’intervento
  10. Diffidate di proposte di interventi a prezzi troppo bassi. Posto che il chirurgo abbia la sua parcella, un abbassamento eccessivo del costo implica necessariamente il risparmio su voci che vanno a discapito della qualità (protesi) o della vostra sicurezza (struttura, anestesia).  Anche costi troppo elevati non sono sempre giustificati per questo tipo di intervento


DOMANDE FREQUENTI

Quali esami devo eseguire prima di una mastoplastica additiva?
Il chirurgo prima dell’intervento vi prescriverà esami del sangue (emocromo, glicemia, profilo coagulativo, funzionalità renale ed epatica), l’elettrocardiogramma e una mammografia (o ecografia mammaria in alcuni casi)

Protesi mammarie: sottoghiandolari, sottomuscolari o dual plane?
Le protesi mammarie possono essere impiantate immediatamente al di sotto della ghiandola mammaria, o, più profondamente, al di sotto del muscolo grande pettorale. Nei limiti di queste due posizioni esistono numerosissime varianti, come il posizionamento sotto o sopra fasciale, sottomuscolare parziale o totale, oppure la più complessa tecnica dual plane, attualmente tra le varianti tecniche più sofisticate. Come è intuibile, non esiste un posizionamento perfetto ed indicato per tutte le pazienti. Un chirurgo esperto è in grado di adattare la tecnica alle specifiche necessità del caso, illustrandone adeguatamente vantaggi e svantaggi. Va ovviamente tenuto presente che la scelta non è in realtà mai così semplice, poichè vanno considerate tutte le varianti tecniche che consentono, come nel caso della “dual plane”, di limitare gli svantaggi propri di un posizionamento e di acquisire alcuni dei vantaggi dell' altro.
 
La presenza della protesi pregiudica gli esami mammografici?
La protesi viene posizionata sempre al di sotto della ghiandola mammaria, mai nel suo contesto.
La mammografia in presenza di protesi risulta in alcuni casi leggermente più difficile da eseguire, con la necessità a volte di effettuare più lastre in diverse proiezioni.


Quali sono i rischi?

L’intervento di ingrandimento del seno è uno degli interventi più rapidi e sicuri, con il maggior numero di successi . I rischi di una mastoplastica additiva non sono mai importanti. Il più frequente è la contrattura capsulare, di per se stessa non seria ma che può causare una perdita della forma e della consistenza del seno. Nelle forme più severe di contrazione può in alcuni casi esser necessaria una seconda operazione.  Gli studi scientifici dimostrano come non vi sia alcuna connessione tra l’uso di protesi al silicone e importanti malattie sistemiche.


Quanto dura l’intervento?

La durata dell’intervento varia a seconda della tecnica prescelta: va da un’ora per le tecniche più semplici a quasi due ore per le più sofisticate.


Quali sono le tappe dell’operazione?

Il chirurgo disegna l’intervento (prendendo le misure) sulla vostra pelle. Prima dell’intervento l’anestesista vi somministrerà un sedativo. Una volta in sala operatoria verrete addormentate e sarà praticata l’anestesia locale. Il chirurgo praticherà un’incisione e quindi creerà la tasca dove posizionare la protesi. Una volta posizionati gli impianti, verrete sollevate in posizione seduta per controllare il nuovo seno. Verranno dunque suturate le incisioni, medicate, ed applicato un bendaggio compressivo.


Dopo quanto tempo potrò rientrare a casa?
Normalmente la paziente può rientrare a casa il giorno stesso, alcune ore dopo l’intervento.


Quali sono le precauzioni da osservare dopo l’intervento?

A seconda della posizione della protesi il chirurgo vi indicherà le specifiche precauzioni sui movimenti delle braccia da evitare. In ogni caso verrà mantenuto per 7 giorni il bendaggio post-operatorio.
Un reggiseno contenitivo (tipicamente uno sports-bra) andrà indossato continuativamente per 3 settimane; poi per un altro mese solo durante le ore del giorno.


Quali sono le protesi che danno maggiori garanzie?

Le protesi a superficie testurizzata - assieme a quelle ricoperte di poliuretano - sono quelle che offrono le maggiori garanzie per quanto riguarda la contrattura capsulare. Il gel di silicone che le riempie se coesivo dà ulteriore sicurezza in caso di accidentale rottura.
Le due maggiori aziende mondiali produttrici di protesi garantiscono il prodotto a vita.


Quanto tempo dura una protesi senza incorrere in rischi?

Per le protesi impiantate fino a 5 anni fa era ragionevole consigliarne la sostituzione dopo circa 10 anni, a causa dell’importante logorio del materiale Oggi, grazie alla qualità e alla sicurezza dei materiali, non c’è un tempo predefinito dopo cui sostituire le protesi di nuova generazione.


La mastoplastica additiva può pregiudicare future gravidanze e allattamenti?

Non vi è nessuna preclusione locale o generale circa future gravidanze.
La presenza della protesi non influisce minimamente sull’allattamento. Il solo accesso attraverso la via periareolare può diminuire del 20% la capacità di allattamento.


Quanto costa una mastoplastica additiva?

Il costo varia a seconda della protesi scelta (oggi una coppia di protesi può costare da 600 a 2000 Euro), della tecnica chirurgica e anestesiologica (se richiede o meno una notte di ricovero), e dalla città dove si trova la Clinica (come per gli immobili, l’affitto della struttura operatoria – a parità di qualità – varia di molto da una grande a una piccola città).


La gravidanza danneggia il seno con le protesi?
Se il volume del seno è in gran parte dovuto alla protesi, il rischio di caduta è decisamente minore ed il volume rimane invariato.


Le protesi al silicone possono esplodere?
Il gel di silicone non può in alcun modo risentire di alcun tipo di variazioni di pressione: le protesi vengono infatti testate in condizioni estreme. Lo sgonfiamento di protesi contenenti aria o soluzione fisiologica è possibile in conseguenza alla perdita di tenuta della valvola di chiusura (questo tipo di protesi non è praticamente più usato in Italia).  Tutto il resto è leggenda metropolitana.


Un seno rifatto si riconosce sempre al tatto?

Oggi, grazie alle protesi di ultima generazione, e se l’impianto non è sproporzionato, vi è notevole naturalezza anche al tatto e al movimento della mammella.



PRIMA E DOPO


PRIMA DOPO

blefaroplastica blefaroplastica


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