Interventi >Peeling medi e superficiali
Il peeling chimico (dall’inglese to peel = spellare) consiste nell’applicazione di uno o più agenti esfolianti sulla cute per un periodo sufficiente ad interagire con strati cellulari sempre più profondi dell’epidermide e poi del derma.
MECCANISMO D’AZIONE
L’ agente chimico:
EFFETTI
TIPI DI PEELING
Si distinguono 3 tipi di peeling a seconda della profondità che raggiungono:
- superficiali
- medi
- profondi
SUPERFICIALI
Peeling all’ ACIDO GLICOLICO
Uno dei più frequentemente usati, ha azione “ringiovanente”, rendendo la pelle più luminosa, regolare, più chiara e omogenea.
L’azione schiarente può essere accentuata con l’aggiunta di idrochinone o acido cogico.
Percentuale: sempre al 70% (quelle più basse non hanno senso in medicina estetica)
Da ripetere ogni settimana (almeno 3 sedute).
N.B. L’azione non è costante per i diversi tipi di pelle, per cui va applicato con tempi non prefissati. Sarà il medico esperto a decidere volta per volta quando interromperne l’azione.
Peeling all’ ACIDO SALICILICO
Tra i più efficaci sull’acne attiva di qualsiasi tipo. Dotato anche di azione antisettica. Moderata azione schiarente.
Percentuale: al 30 - 35 %
Da ripetere ogni 15 giorni
Peeling all’ ACIDO PIRUVICO
E’ la novità del momento. Viene proposto in versione debole e forte.
Le indicazioni: acne in fase attiva, dermatite seborroica, pigmentazioni; ottimo anti-aging.
Da ripetere ogni 15 – 20 giorni.
Peeling all’ ACIDO MANDELICO
Un'altra sostanza di recente introduzione con indicazioni di anti-aging o in diversa preparazione per le pelli seborroiche.
Peeling all’ ACIDO AZELAICO
Introdotto in Italia nel 2006 come peeling per ridurre macchie da cloasma e pigmentazioni scure delle cosiddette occhiaie.
IN CONCLUSIONE
Il peeling superficiale è efficace per migliorare l’aspetto di tutti i tipi di pelle e può essere ripetuto secondo le esigenze del paziente.
Ha una discreta azione sulle macchie del viso e delle mani.
Ha una buona azione nell’accorciare i tempi di guarigione dell’acne ed eliminarne le imperfezioni.
Consente una rapida ripresa della vita sociale, esitando solo lievi rossori e qualche fine desquamazione.
Trascurabile l’azione sulle piccole rughe.
Praticamente nulla l’azione su rughe profonde e cicatrici (ad es. da acne)
PEELING MEDI
ACIDO TRICLORACETICO
Può essere impiegato come liquido (o gel) oppure come maschera.
Richiede molta esperienza da parte del medico che lo usa.
Viene usato per migliorare pelli molto rovinate (dall’età o dal sole) e macchiate.
Provoca un “frosting” (= sbiancamento della pelle per coagulazione delle proteine) subito evidente, a cui segue dopo qualche giorno una sottile crosta scura che cadrà dopo altri 10 giorni.
Percentuale: dal 20 al 40%
Esistono poi altri agenti in grado di dare un peeling medio con simili effetto e meccanismo d’azione, oggi meno usati, tipo la SOLUZIONE DI JESSNER.
IN CONCLUSIONE:
Molto buona l’azione sulle pigmentazioni della pelle.
Ottima l’azione sulle discheratosi ( = ispessimenti cutanei dell’adulto, specie se si è molto esposto al sole).
Ottimo effetto resurfacing.
Discreta l’azione sulle rughe sottili.
Richiede almeno una decina di giorni prima che la pelle riacquisti il suo aspetto normale (comunque copribile con fondotinta). Indispensabile non esporsi al sole per i successivi 60 giorni.
PEELING PROFONDI: IN BREVE
Metodica molto complessa e non priva di rischi. Poco usata in Italia.
Necessaria l’anestesia generale.
Necessario un breve ricovero.
Opportuna approfondita e specifica preparazione del medico che la esegue.
Indicata quando sia richiesto un effetto lifting del viso.
Essenzialmente si usa il FENOLO in formula di Baker con o senza occlusione.
QUANDO FARE/NON FARE UN PEELING, E COSA ASPETTARSI
In generale quasi tutte le pelli ricevono un beneficio estetico da un peeling.
Il fatto di rimuovere lo strato più superficiale delle cellule morte epidermiche stimola al contempo una rigenerazione più o meno intensa (a seconda della profondità) dei componenti del derma, primo tra tutti il collagene. Tutto ciò le rende quindi più luminose, più compatte, più pulite, più “giovani”.
FARE dunque un peeling su pelli irregolari, segnate, con rughe sottili, con pori dilatati, con macchie solari, da età, da gravidanza. Ancora su pelli grasse, con seborrea, con acne anche in fase attiva, specialmente se presenti micro-cisti sottocutanee.
NON FARE un peeling su pelli troppo delicate (il dermatologo esperto lo stabilirà in casi dubbi), con particolari patologie o terapie farmacologiche in atto, su zone con couperose.
PARTICOLARE attenzione andrà riservata ai fototipi molto scuri o in soggetti con pelle nera.
ASPETTARSI un miglioramento della pelle in generale, della seborrea, dell’acne (in particolare se accompagnata da opportune cure domiciliari); la scomparsa delle irregolarità e rughe più fini (peeling medio), delle macchie scure superficiali, delle ipercheratosi; un miglioramento dei pori dilatati.